Le aziende, da sempre, ci parlano.
Normalmente ascoltiamo le loro frasi sapientemente costruite, i loro arguti giochi di parole, le metafore profonde o divertenti dalla pubblicità; è questa la voce delle aziende con cui veniamo più spesso in contatto.
Ogni azienda ha il suo tono; unico, riconoscibile, uguale per tutti.
Se ci avviciniamo di più attraverso un contatto telefonico, personale ma anche attraverso un’email, ecco che il tono diventa più serioso, formale, ufficiale.
E qui la riconoscibilità diventa complicata, molto spesso il tono istituzionale è uguale sia che un’azienda produca servizi o prodotti e indipendentemente dal genere.
Da quando le aziende hanno dovuto iniziare a parlare anche su internet sono arrivati i problemi, i due toni di voce descritti sopra in rete funzionano poco.
Abituate a parlare, le aziende si trovano a dover conversare e, per essere credibili, serve un tono reale, che rispecchi davvero l’anima dell’azienda.
Cosa non certo semplice, un’azienda è un’insieme di realtà diverse che a loro volta sono composte inevitabilmente e per fortuna da persone.
Il proprio tono relazionale nasce da una serie di consapevolezze: la capacità di porsi in ascolto, l’aspirazione e la volontà ad essere trasparenti, la conoscenza dei propri interlocutori.
Imitare il tono fresco di Apple o quello amichevole di Flickr aiuterà solo a confondersi meglio ma con un altro genere di “mimetica”.
C’è un bel capitolo ( 8 ) che parla del tutto nel libro di Marco Massarotto Internet P.R..
Un ottimo approccio per le aziende (ma valido per tutti) per pensare ad internet in modo costruttivo e funzionale, ve lo consiglio.
Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato




Grazie Andrea. E’ il mio preferito…
Speriamo diventi tale anche per qualche azienda… Poi è anche breve, non ci sono scuse