La prima cosa che mi è venuta in mente sono stati i primi video musicali (quelli degli anni 80) che tentavano di trovare un loro formato prendendo a piene mani dai tempi e dalle contrazioni degli spot pubblicitari. Poi si sono evoluti al punto tale che è stata la pubblicità ad iniziare a copiare il format dei video e da li non si è più fermata, segnale dell’inizio di una crescente difficoltà nell’attrarre attenzione.
Oggi che la situazione per il classico spot si è fatta ulteriormente più complicata, l’attitudine ad assorbire a piene mani dagli ambienti che attraggono efficacemente le persone non è cambiata. Ed ecco quindi forse il primo spot italiano che scimmiotta il mash-up, una delle tecniche che la rete, grazie ad un volano come Youtube, ha stimolato e permesso (ma, oltre il video, una delle filosofie che stanno cambiando l’approccio al progetto).
Il risultato è comunque efficace e carico di attrattiva, anche perché perfettamente centrato sul messaggio e sul marchio.
In attesa di qualcosa di italiano più consistente… accontentiamoci!
Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato




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