L’importanza della comunità

Il vantaggio maggiore che internet ha apportato è che le persone non hanno più bisogno di intermediari; nonostante rasenti la banalità, è la cosa che risulta più difficile da comprendere da parte di coloro (le aziende, la politica) che hanno a che fare con vaste platee.

Le comunità hanno, oggi più che mai, la possibilità di confrontarsi e non hanno più filtri.

Ogni prodotto cade nel disinteresse se la comunità non lo percepisce come pensato per soddisfare le proprie esigenze e se non arriva da un’azienda di cui può condividere gli ideali.

Qualsiasi messaggio verrà passato ai raggi X di migliaia di opinioni e se sarà subdolo o poco veritiero verrà smascherato creando danni irreparabili a chi se ne sarà assunto la paternità.

Le persone, le comunità sono il riferimento primario verso le quali occorre assumere un atteggiamento costruttivo che porti ad instaurare una relazione dove il vantaggio deve essere obbligatoriamente reciproco.

Marco Massarotto ha innescato un’azione fresca e aperta che ha proprio come scopo principale il rispetto e l’attenzione verso le comunità. Partendo dalla presentazione di Citizen Agency ha stilato un manifesto aperto che definisce il rapporto tra le aziende e le comunità; nove punti più un decimo vuoto come spazio libero per tutti i suggerimenti che possono arrivare (e nello spazio dedicato in Facebook sono già tanti).

Nello spirito più vero della rete un’azione costruttiva e senza bandiere.

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato

Cory Doctorow a Milano

Venerdì 6 marzo, per gli appuntamenti di Meet the Media Guru, si è svolto a Milano, presso la Mediateca di S. Teresa l’incontro con Cory Doctorow.

Cory Doctorow è co-autore di uno dei blog più seguiti a livello mondiale, Boing Boing, oltre ad essere scrittore e giornalista.
Porta avanti una idea della rete basata sulla massima libertà perché è proprio tramite questo approccio che sarà possibile non solo il suo sviluppo ma anche un suo proficuo utilizzo.

A Milano Doctorow ha messo in evidenza l’importanza del livello di collaborazione che la rete permette di realizzare; ciò, oltre ad aumentare il livello qualitativo, contribuisce a snellire l’impatto economico di progetti che, normalmente avrebbero costi elevati.
L’intervento ha anche sottolineato l’importanza della passione, del valore dei contenuti e della sempre maggiore difficoltà di allontanare le persone dall’informazione attraverso restrizioni molto spesso senza risultati effettivi.

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato

La politica che coltiva l’ignoranza non troverà il consenso delle persone che vivono la rete

Lavorando con la rete, sposando le sue modalità, respirando la sua connaturata democraticità e la sua stretta affinità con le regole naturali dell’evoluzione umana (si perché la rete funziona in quanto le singole unità che la compongono sono persone, non bisognerebbe dimenticarlo mai) mi viene spesso da pensare ai cosiddetti “nativi”: quei giovani che sono cresciuti in un mondo in cui internet è considerata come l’energia elettrica dalle generazioni precedenti.
Non solo nell’ovvietà della sua presenza ma anche nella potenzialità delle sue caratteristiche: la condivisione, la conversazione, la conoscenza. Una naturale espansione delle possibilità umane, un super potere che attraverso una sintonizzata nuova idea può aprire prospettive sociali ed economiche inaspettate.
Pensando a questi “nativi” mi viene da chiedere come potranno considerare coloro che dovrebbero organizzare la vita di questo paese quando tentano di risolvere, nella più palese ignoranza, i “problemi” legati ad internet.
Penso a questi “nativi” per i quali è naturale cercare informazioni, conversare con coloro che ne sanno di più (anche se non li hanno mai visti in vita loro ma attraverso la loro reputazione sono diventati dei riferimenti), discutere ed allargare il proprio punto di vista frequentando “luoghi” in cui gli argomenti vengono approfonditi.
Cosa potranno pensare questi “nativi” di coloro che tentano di rimodellare a colpi di proclami e sensazionalismi un mondo che per loro è naturale?
Vi consiglio un post davvero intelligente di Stefano Hesse sul suo blog.

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato

Comunicare fa bene soprattutto nei momenti di crisi

Ci ricorderemo del 2009 come di un anno particolarmente impegnativo.
Nonostante le visioni più ottimistiche che presentano questo periodo come un momento di svolta per recuperare i valori sani dell’economia senza l’inquinamento dei giochi della finanza e rimandano ad una visione realistica del mercato, le aziende devono affrontare una situazione strutturale di difficoltà.

Ottimizzare e razionalizzare diventano le attività chiave: fondamentali ed allo stesso tempo pericolose.

Pericolose quando vanno a togliere risorse a tutte quelle attività che, in momenti come questi, permettono di creare i vantaggi competitivi e le basi per cogliere le condizioni migliori nel momento in cui il panorama economico inizia ad uscire dalle difficoltà.

La comunicazione rientra tra queste attività e spesso è tra le prime a subire dei tagli.
Questo discorso fatto da chi lavora nella comunicazione può certamente sembrare “di parte” quindi non c’è modo migliore che far approfondire il tema a chi lo affronta da un altro punto di vista.
Tanto meglio poi se si tratta dell’Economist.

Una serie di slide chiare e dirette ed anche graficamente molto piacevoli.

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato

91 punti su cui riflettere

91 punti che ogni azienda dovrebbe prendere seriamente in considerazione, prima di essere fuori tempo massimo.

Nello stile di Gianluca Diegoli una pubblicazione che le aziende dovrebbero tenere sul comodino… :)

Buona lettura! (e grazie a Gianluca)

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato

Ripensare la pubblicità

La rete ed ancor più le reti sociali obbligano a riportare la comunicazione ed il marketing ad un livello più “naturale”; quando non si può più far finta di non comprendere che il rapporto è tra persone e non tra aziende ed utenti, i linguaggi non possono che diventare quelli usati dalle persone a cui ci si rivolge.

Ho sempre pensato al marketing come al sano buonsenso, codificato in regole, per persone complicate (gli uomini di marketing ovviamente :) ).
E come per qualsiasi attività umana una codifica in quattro regole risulterà sempre restrittiva; da qui le pirotecniche evoluzioni e gli ampliamenti delle regole fino alla percezione che forse… la strada da percorrere sia un po’ diversa.

Dal blog di Gaspar Torriero: “Insomma, non è complicato: quando io non voglio comprare niente, la pubblicità è di troppo; quando voglio comprare qualcosa, la pubblicità è troppo poco.

Forse non sarà così al 100% ma sarebbe quanto meno una considerazione da tenere sempre in mente quando si decide fare, in qualsiasi modo, pubblicità.

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato

Qualcosa che sia 2.0

Qui in Conseil ce lo ripetiamo il più spesso possibile: ci occupiamo di comunicazione.

Non perché abbiamo una crisi di identità ma perché questo ci aiuta a mantenere sempre la rotta delle aziende che decidono di lavorare con noi. Ci aiuta a realizzare dei progetti che guardino sempre e il più possibile con un’ottica grandangolare, provando a costruire anche per quella parte che ancora non è entrata nel nostro campo visivo.

Qualche mese fa fummo contattati da una grossa azienda produttrice di uno dei prodotti italiani più tipici.
Ai piani alti avevano cominciato a percepire la poca efficacia del classico spot e volevano provare qualcosa di nuovo che fosse legato alla rete.

Il post potrebbe chiudersi qua. Uno dei problemi principali di molte aziende italiane: fermarsi alla superficie, non accorgersi come i loro interlocutori stiano cambiando e come in realtà stiano usando quel qualcosa di “nuovo” che c’è su internet.
Ben venga la lungimirante azione di Marco Montemagno e Marco Antonio Masieri ed il loro Codice Internet.

Inutile dire che la nostra proposta che puntava a costruire delle conversazioni da alimentare e curare nel tempo non sia stata compresa. In compenso un’altra agenzia molto più furba di noi ha venduto all’azienda un giochino molto “dueputozero” e cool del tipo fai il tuo disegnino e mandalo ad un amico e magari guarda quello degli altri… Ehm e poi? Ci parlo con gli altri? Ci parlo con gli altri del prodotto?

Conseil Comunicazione – Andrea Ferrato



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